Mario Alberto Juanto,  El deportista en crecimineto, Nociones sobre Medicina Deportiva Infanto-Juvenil dirigida a la población en general, Rosario, Tinta Roja, 2003, pp. 67.

 

            Il dr. Mario Alberto Juanto, ortopedico, traumatologo, membro della relativa Società Argentina e del Capitulo Argentino de Neurortopedia, corrispondente della Società italiana di Traumatologia ed Ortopedia Pedriatrica, si è impegnato in un lavoro non facile proprio perché tende a coinvolgere tutti gli aspetti legati al tema, avendone, come si è appena visto, le credenziali. E tuttavia Mario A. Juanto unisce, a questo aspetto della sua rigorosa preparazione tecnica e scientifica, l’animo del ricercatore e del divulgatore: virtù rare. Non è da tutti saper cogliere e circoscrivere un tema complesso e ridurlo in solo 67 pagine; riuscire, poi, a trattare gli aspetti che lo innervano con dovizia di particolari, in un linguaggio accessibile, senza confusioni, dando sempre al lettore la possibilità di orientarsi fa parte di quello spirito di servizio – previsto per la professione medica da tempi antichissimi – e nel contempo richiede la possibilità di dominare il linguaggio tecnico in modo da porter porgere le complesse informazioni al lettore non specialista.

            Il lavoro si sviluppa in cinque capitoli: in questo breve arco l’Autore passa dalla Valutazione fisica precompetitiva, cap. primo, alla Nutrizione, cap. secondo, alla Struttura organica dei muscoli, delle ossa, delle articolazioni, di tutto ciò, insomma, che lo sforzo fisico coinvolge, cap. terzo, ad una Guida per la progressione degli esercizi nei bambini con relative raccomandazioni della FIMS e dello stesso dr. Juanto per l’allenamento sotto sforzo dell’adolescente, cap. IV, infine nell’ultimo capitolo, introdotti dai principi generali terapeutici, segue un completo inventario delle Lesioni sportive nell’atleta immaturo. Non mancano foto e schizzi di tutto interesse, interessanti i semplici disegnini per la pratica dello “stretching” che viene ampiamente raccomandata.

            La parte che, personalmente, più mi ha interessato è quella della nutrizione. Anche se l’Autore non sembra affermarlo esplicitamente, appare ancora una volta rivalutato il ruolo della cosiddetta “dieta mediterranea”. Il Nostro infatti consiglia tutta una serie di combinazioni in modo che il giovane atleta possa disporre di quanto necessario, prima e dopo dell’allenamento o delle gare. Veniamo così a sapere, per esempio, che il riso, differentemente dalla pasta, manca di un amminoacido, il triptofano, che potrà esser ricavato dalle lenticchie, a cui manca la fenilalanina, che tuttavia è presente nel riso. Ne risulta che riso e lenticchie oltre che costituire un piatto gustoso, rappreenta anche un nutrimento semplice, sano ed economico. Di mio aggiungerei un pochino di aglio, prezzemolo ed olio di oliva italiano, raccomandando di cuocere le lenticchie in una pentola di terracotta.

Per continuare nella esemplificazione: l’uso dell’acqua è consigliato fino a mezz’ora prima dell’allenamento o di un incontro. Non pare tuttavia che venga trattato l’uso di integratori dietetici per bambini e adolescenti in particolari situazioni come per esempio la difficoltà di assumere determinati cibi o i frequenti casi di bulimia o, al contrario, di difficoltà anche psicologiche nell’assumere il cibo.

            La sezione che tratta le lesioni sportive nell’atleta immaturo è di tutto interesse e soprattutto molto completa: non sempre infatti è possibile comprendere le difficoltà di questo tipo di atleta anche perché talune lesioni, come quella del Tallone di Achille sono molto rare e del tutto imprevedibili.

   El deportista en crescimiento costituisce, quindi, un manuale indispensabile non solo per tutti coloro che si dedicano all’allenamento dei bambini e dei giovani ma anche per gli educatori in genere e per genitori. Un libro formativo che ci fa conoscere il nostro corpo, le condizioni in cui si sviluppa l’attività sportiva, in una parola: le condizioni della vita. E di ciò dobbiamo esser grati al suo Autore.

 

                                                                                                                                                                                Nando Romano