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GRA DUATORIA.

 

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El deportista

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Dante

 

 

A Pinna:

corso di dialettologia alla "Dante" di Rosario.

FELICE PASQUA

 

 

BENVENUTI NEL SITO DI NANDO ROMANO - LAVORI IN CORSO

 

La mia attività si esplica in due direzioni fondamentali: la ricerca dialettologica e l'impegno come docente e come dirigente scolastico in varie scuole della Puglia, della Toscana e della Sicilia. L'assegnazione all'Ufficio scuola del Consolato Generale di Rosario, Argentina, costituisce un nuovo stimolo ad operare in una realtà pregnante e policroma. Poi... c'è la Sicilia, ed Himera!

      NOVITA' DELL'UFFICIO SCUOLA DEL CONSOLATO GENERALE DI ROSARIO

nandoromano@interfree.it.   Marzo   Aprile  Maggio          GIUGNO 2005

Giovanni Barone, Cesar Cabello, La Commedia di Dante – La Comedia de Dante, Esoterismo, Cabala e altri palinsesti - Esoterismo, Cábala y otros palimpsestos, Rosario, Tekhne, 1994, pp. 303, con un dischetto 1,44 Mb.

            Esattamente dieci anni prima della pubblicazione di questo interessante volume, a Foggia, a migliaia di chilometri di distanza, lo scrivente pubblicava con i suoi alunni del corso F del locale istituto per Geometri, un lavoro dal titolo: Numeri e figure geometriche ne I promessi sposi. Il lavoro, ciclostilato in circa 100 esemplari, dal Liceo scientifico “Marconi”, che poi ebbi la ventura di presiedere, sviluppa una rigorosa analisi dello “Zahlen-Symbol” e del significato delle figure geometriche citate nell’opera manzoniana. In particolare vengono contati tutti i numeri, ad eccezione dell’uno, e resi in un diagramma onnicomprensivo, vengono illustrati i loro significati simbolici nei vari contesti dell’opera, viene analizzato il significato del numero progressivo dei trentotto capitoli, e, se la critica si chiede perché fra il ventunesimo ed il ventiduesimo capitolo il romanzo sembra terminare, la risposta appare più che semplice, essendo terminata la serie degli arcani maggiori, i primi ventidue numeri. Quale non è stata la mia sorpresa nel trovare a Rosario, sul litorale del Paranà, nell’altra sponda dell’Atlantico, un coraggioso docente e ricercatore, Cesare Cabello, che in combutta con un altro ardimentoso, nella persona di Giovanni Barone, italiano, ha portato innanzi un lavoro altrettanto “cabalistico” ché, anzi, non si ferma ai numeri ma tende ad esaminare altri complessi aspetti della Commedia. Una meraviglia che il lettore potrà comprendere a condizione ch’io possa aggiungere una notizia: ossia che il lavoro foggiano mi fu ispirato dalla voce “numero” dell’Enciclopedia Dantesca, redatta dal mio maestro Gian Roberto Sarolli, un lavoro davvero magistrale in cui viene esaminato a fondo il tema con la competenza e la passione dell’Autore.

            Fatta questa doverosa premessa conviene passare ad esaminare l’indice del libro che comprende un primo saggio di Giovanni Barone, dal titolo: Esoterismo, divinazioni e architettura metaforica in Dante,  regolamente tradotto in ispagnuolo, come tutti gli altri. Segue una Interfazione, a cura dei due autori, mentre il saggio successivo: Cabala e specchi o immagini e Tradizione è di Cesare Cabello. Non manca, infine, la Bibliografia ragionata ed un dettagliato Indice analitico. La traduzione, col testo a fronte, è di Ceare Cabello.

            Gli autori partono da una petizione di principi molto chiara (p. 14) “Definendo elementi del linguaggio esoterico i procedimenti e le tecniche usati da Dante per “velare” alcune divinazioni e per cripatare alucni messaggi (nonché l’uso della numerologia, delle simmetrie, delle equidistanze, delle specultarità e la ricchezza polisemica dlela usa scrittura) ci si discosterà da una canonica e rigida interpreta<ione dell’esoterismo “ritenendola riduttiva” psoto che qusto riguardi unicamente verità e conoscenze iniziatiche occulate per i non iniziati.”

            Una precisazione del tutto necessaria in una società vetero illuminista e positivista che non sempre riesce, a livello massivo, ad accettare altre verità come appunto le scienze del medioevo e del passato in genere o di altre società, a fronte tuttavia di un contrapposto fenomeno, altrettanto massivo, di convergenza verso l’esoterismo, ed infine verso il mondo della scrittura creativa e della poesia. Vi è da lamentare che non sempre la scuola tiene conto di questa tensione.

            Su questa base Giovanni Barone realizza una serrata analisi dell’incipit della Commedia col fine di tentare di decodificare i procedimenti esoterici usati da Dante, proseguendo con una Analisi del clima culturale dell’epoca e della “firma” del nucleo centrale dei canti. E tuttavia non ci trova d’accordo l’analisi realizzata con puntualità dal Barone, il quale afferma che il “mezzo del cammino di nostra vita” debba riferirsi alla intera storia dell’uomo, calcolata in due emicicli di 65 secoli. Opponimao che il calcolo della vita di un singolo uomo di 70 anni, ci riporta ad una età critica per l’uomo, all’anno 1300, ed al numero 35, che sommato da 8: il genere comico, il romanzo drammatico inizia con questo numero, tale è il caso de I Promessi sposi, la cui prima data ci riporta a questo numero che viene simboleggiato dalla Libra iustitiae, la bilancia, e quindi la ricerca dell’equilibrio. E tuttavia l’ipotesi suffragata dal Barone è suggestiva nella sua chiara documentazione. E’ solo uno degli aspetti problematici di un volume che va letto tutto di un fiato, nonostante la complessità, sicché non è possibile riferire di  ogni cosa.

Proseguendo sul tema della Gematria, o Ghematria, Cesare Cabello, notando la valenza del numero 33 per una serie di voci, conclude che il poema dantesco costituisce:”(…) il ponte costruito per superare l’abisso che aveva creato la religione tra il Creatore e l’uomo. Ricercare la strada occulta per oltrepassare quell’abisso, equivale a comporre la sua metafora poetica. (p. 195). In questo contesto si ricorre ai quattro procedimenti della Cabala ebraica per decifrare il testo Assoluto. Qui l’Autore si collega al Convivio, mostrando l’uniarietà della cultura e dell’ispirazione dantesca, ricordando che Dante aveva individuato quattro modi per leggre: letteale, morale, allegorico e anagogico, ciò che consente di realizzare un parallelo fra le Sacre scritture e la Commedia stessa (p. 197 e s.). Come si vede l’analisi non si ferma ai numeri ma coinvolge vari elementi a partire dalle figure geometriche.

            Pregevolissima è infine la bibliografia ragionata, un vero e proprio schedario, da cui tuttavia non mi pare emergere l’Enciclopedia dantesca e quindi la voce “numero” di Gian Roberto Sarolli.

            Il lavoro di Giovanni Barone e Cesare Cabello si pone nel panorama degli studi danteschi come una pietra miliare, meritevole di attenzione anche a distanza di più di dieci anni dalla pubblicazione.

                                                                                                                                                                                                                                 Nando Romano